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Le nostre cultivar
 

In Italia si stima vi siano più di 500 varietà (cultivar) di olivi. Un'ampia gamma di alberi che danno origine a frutti preziosi e gustosi le cui caratteristiche cambiano da regione a regione, ma anche da luogo a luogo. Questa preziosa varietà è un patrimonio inestimabile che solo l'Italia può vantare: in Grecia e in Spagna, ad esempio, nonostante siano nazioni produttrici di olio, si contano solamente 50 o 70 cultivar diverse.

Nel nostro Bel Paese vi sono così oltre 250 milioni di olivi, alcuni secolari, che raccontano una storia antica che ci contraddistingue dal resto del mondo e che trasformano così l'Italia nel secondo produttore europeo di olio di oliva.

In Liguria l'olivicoltura è favorita da un clima mite e dalle brezze marine: i frutti nati da questa pianta così speciale regalano oli con una piacevole rotondità e delicatezza al palato unici al mondo.

Alla Liguria è riconosciuta un’autorevolezza nella produzione di olio extravergine di oliva. L'oliva taggiasca è la cultivar più conosciuta, che si fa ambasciatrice del nostro olio fuori dai confini regionali e nazionali.

Esistono altre cultivar, ma gli extra-vergini della Liguria hanno tutti delle caratteristiche molto simili a quelle dell'olio della cultivar taggiasca. Il blend ha infatti come filo conduttore la dolcezza, con leggere note di amaro e un velo di piccante. Quest'olio extra-vergine è così apprezzato universalmente in quanto non risulta aggressivo e si adatta bene ad ogni tipo di cucina. L'olio, del resto, non va abbinato al piatto: è un condimento che deve esaltare le materie prime a cui si accompagna.

L'OLIO EXTRA-VERGINE

L'olio extra-vergine di oliva Monocultivar è prodotto da un'unica varietà di oliva ed è un olio di categoria superiore ottenuto mediante dei procedimenti meccanici.
L'olio extra-vergine di oliva è costituito al 99% da lipidi e questi grassi si dividono in trigliceridi semplici e misti. Esso è considerato un vero e proprio aiuto naturale nella cura di alcune patologie: aiuta la digestione e abbassa i livelli di colesterolo oltre ad essere ricco di antiossidanti.
Quest'olio deriva da un'oliva vergine la cui acidità libera raggiunge massimo lo 0,8 g per 100 grammi e viene ottenuto dalla prima spremitura dei frutti. Proprio l'indice di acidità, il pH dell'olio, insieme ad alcune proprietà organolettiche, è il parametro cruciale nella valutazione qualitativa del prodotto.  L'olio vergine di oliva, ad esempio può arrivare al 2% di acidità, mentre quello di oliva all'1,5%.

 

L'OLIO EXTRA-VERGINE DI OLIVA DOP

Con olio extra-vergine di oliva DOP si intende un olio di origine protetta ossia che garantisce al consumatore finale che tutto il processo produttivo sia realizzato in un'unica zona geografica.
Le olive e gli alberi devono appartenere ad un preciso territorio e devono essere controllate dalla raccolta fino all'imbottigliamento: l'intero ciclo produttivo risulta così essere unico e non può essere riprodotto al di fuori di quella specifica area.
Il marchio DOP è indice di estrema qualità dell'olio, tutelando così il consumatore in quanto gode di tutela e protezione da contraffazioni in tutta l'Unione Europea.
Ad oggi, dopo 13 anni dalla nascita di questa particolare denominazione, sono 41 gli oli di oliva extravergine italiani che godono di questo riconoscimento.

 
TAGGIASCA

Per il 98% della produzione Ligure

Questa cultivar è diffusa tra Imperia e Savona ed è la più conosciuta a livello nazionale. L'oliva taggiasca viene infatti utilizzata non solo per la produzione di olio, ma anche per la produzione di salse, paté e per il consumo “naturale” in salamoia. Gli olivi di questa varietà sono famosi per la loro grande capacità di adattamento: riescono a crescere anche in condizioni geo-fisiche impervie, raggiungendo anche i 15 metri di altezza. La Taggiasca è la cultivar più rinomata della Liguria per la produzione di olio extravergine, il suo sapore fruttato, ma con una sensazione decisa e qualche sfumatura piccante la rendono unica. 

TAGGIASCA

Per il 98% della produzione Ligure

Questa cultivar è diffusa tra Imperia e Savona ed è la più conosciuta a livello nazionale. L'oliva taggiasca viene infatti utilizzata non solo per la produzione di olio, ma anche per la produzione di salse, paté e per il consumo “naturale” in salamoia. Gli olivi di questa varietà sono famosi per la loro grande capacità di adattamento: riescono a crescere anche in condizioni geo-fisiche impervie, raggiungendo anche i 15 metri di altezza. La Taggiasca è la cultivar più rinomata della Liguria per la produzione di olio extravergine, il suo sapore fruttato, ma con una sensazione decisa e qualche sfumatura piccante la rendono unica. 

RAZZOLA

Questa cultivar è diffusa essenzialmente in provincia di La Spezia e viene utilizzata nella maggior parte per la produzione di olio. L'albero assomiglia come forma a quello della cultivar Taggiasca, ma differisce per i rami e per la forma del frutto che è più grosso e allungato. Il colore di questa oliva è nero e ha una maturazione tardiva la cui resa di olio però è molto elevata: circa il 24%.

MORTINA

Chiamata anche Merlina o Mortegna, questa cultivar è diffusa a Savona e Genova e viene utilizzata soprattutto per la produzione di olio. L'oliva caratterizzata da un intenso colore nero è molto piccola, nonostante l'albero raggiunga grandi dimensioni, e ha un'ottima resa in termini di olio anche se l'estrazione è difficoltosa. Fra la diverse cultivar liguri, la Mortina è quella meno resistente ai climi rigidi.

LAVAGNINA

Cultivar caratteristica di Genova e del Levante ligure, la Lavagnina è molto simile alla Taggiasca da cui, probabilmente, deriva. Gli olivi sono di grandi dimensioni, raggiungono i 15-16 metri e sono molto resistenti. Il frutto di questa tipologia di cultivar ha una forma cilindrica un po' ingrossata alla base. Una volta maturata quest'oliva assume il caratteristico colore nero/viola con una polpa poco consistente e poco oleosa.

COLOMBAIA

Chiamata anche Colombara o Culombera, questa cultivar è caratteristica della provincia di Savona. L'olivo ha una particolare chioma serrata, contrariamente a quella pendula delle altre varietà, come la Taggiasca.  Il frutto, l'oliva, ha una maturazione tardiva e non raggiunge grandi dimensioni. L'olio prodotto da questa cultivar ha un colore giallo dorato molto intenso e il sapore è molto fruttato con qualche richiamo di erbaceo. Inoltre è un olio ricco di polifenoli.

PIGNOLA

Gli alberi sono di dimensioni inferiori rispetto alla Taggiasca. Fusto e ramificazioni non molto sviluppati; i rami sono raccolti, sebbene con andamento disordinato. Le foglie sono grandi, molto allungate, piegate a doccia, di colore scuro lucente superiormente e biancastre inferiormente. I fiori si presentano riuniti in infiorescenze corte e serrate. Il frutto appare piuttosto piccolo, tondeggiante, di colore nero. La polpa è consistente. Resiste alle basse temperature.

 
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